Blog di Roberto Blarasin, dedicato in particolare a Macerata, così come viene vista e vissuta dai Blarasin e dagli amici. Valgono le regole della comunicazione collaborativa: esplorare, comprendere, entrare in sintonia.

02 agosto 2006

Cresce la comprensione europea della situazione


Lasciare che Gerusalemme disarmi l’Hezbollah - Corriere della Sera: "La verità è che tutti sanno che solo Israele può e deve disarmare l'Hezbollah, ma tutti attendono che faccia da solo il «lavoro sporco». La verità è che fino a quando Israele non avrà disarmato l'Hezbollah, nessuna forza multinazionale potrà essere dispiegata."

Le parole europee - IlFoglio: Bruxelles. Nella guerra tra Israele e Hezbollah,“il ruolo dell’Europa è limitato a ripetere le solite vecchie frasi sugli attacchi sproporzionati israeliani e le violazioni del diritto internazionale”, aveva avvertito sul Wall Street Journal Gerald M. Steinberg,professore alla Bar Ilan University. E rischiava di andare a finire così, se Angela Merkel e Tony Blair non avessero messo il loro peso per bloccare il solito europeo.
Regno Unito e Germania – aggregando attorno a loro Olanda, Danimarca, Repubblica Ceca e Polonia – si sono opposte alla richiesta di un cessate il fuoco immediato e senza condizioni: “Bisogna lavorare sulle condizioni preliminari di un cessate il fuoco, cioè un accordo politico basato sull’applicazione
totale della risoluzione 1.559” dell’Onu. Oltre alla liberazione dei soldati israeliani rapiti, Londra e Berlino – come Washington e Gerusalemme – vogliono una tregua “sostenibile e duratura”, all’istituzione di una forza internazionale “robusta” per disarmare Hezbollah.

Egitto, Giordania e Arabia Saudita. Il silenzio di questi tre paesi mostra come i leader della regione non sappiano in quale modo affrontare la crisi dal punto di vista diplomatico. Ma dice altro: non è soltanto l’occidente ad avere paura delle velleità nucleari di Teheran: sono soprattutto i suoi vicini arabi,Con Giordania e Arabia Saudita, roccaforti sunnite, teme la crescita dell’influenza dell’Iran sciita sulla regione. E ancora, Hamas e Hezbollah sono
percepiti come filiali dei Fratelli musulmani,unica opposizione reale interna al regime di Mubarak.

USA. Dopo l'opimione favorevole di Paul Berman, scrittore liberal e commentatore politico, molti altri analisti che non possono essere tacciati di essere neoconservatori, scrivono che non si tratta di salvare Israele sotto attacco, ma l’intero mondo. Addirittura il direttore editoriale del magazine liberal New Republic, Martin Peretz, ha iniziato il suo ultimo articolo così: “Affrontiamola, questa cosa: a parte combattere per loro stessi, gli israeliani stanno combattendo per noi”. Se si fermassero adesso, sarebbe la fine di Israele e la vittoria dell’islamismo. Per questo la tregua immediata è incompatibile con la pace duratura, “un cessate il fuoco prematuro – spiegava il Wall Street Journal ieri – darebbe il diritto a Hezbollah di dichiarare la vittoria su Israele ed emergere come potere regionale più forte”.

 
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